La chiesa
Nostra Signora delle Nevi è una chiesa semplice e raccolta, dove il silenzio ha il sapore di secoli di preghiera. Si entra, e il rumore del mondo resta fuori. La costruirono i monaci cistercensi, quando nel 1237 papa Gregorio IX affidò loro Palazzola, con la sobrietà del loro Ordine: nessun ornamento a distrarre dalla preghiera, soltanto luce, pietra e pace. Dopo di loro vi hanno pregato i Francescani, per quattrocentosessant'anni, e dal 1920 i seminaristi del Venerabile Collegio Inglese.
La chiesa ha lo stesso nome di Santa Maria Maggiore a Roma, e la sua festa cade il 5 agosto, nel ricordo della leggendaria nevicata d'estate che, secondo la tradizione, indicò dove edificare quella basilica. Dietro l'altare si ammirano i ritratti di quattro santi: Ralph Sherwin, Edoardo il Confessore, Giovanni Fisher e Tommaso Moro. L'altare, rinnovato nel 1993-94, custodisce un Agnus Dei del Trecento e le reliquie di John Wall, già studente del Collegio e francescano, martire; ai suoi piedi, sotto una lastra di vetro, affiorano mosaici in parte romani e in parte medievali.
La chiesa è sempre a disposizione degli ospiti, per una sosta improvvisa, una preghiera sussurrata o un momento di quiete lontano dal rumore del mondo.
Il chiostro
Il chiostro conserva la memoria di chi ha vissuto a Palazzola nei secoli. Vi sono passati i monaci cistercensi, che ricevettero Palazzola nel 1237, i frati francescani, che restarono per oltre quattro secoli, e, nelle estati dal 1920, i seminaristi inglesi del Venerabile Collegio Inglese. Intorno al 1873 visitò Palazzola anche Henry James, scrittore americano e autore di romanzi celebri. Nei suoi scritti di viaggio la descrisse come un convento che nulla riesce a guastare e ricordò con piacere il piccolo giardino ombroso affacciato sul lago. Alcune delle antiche colonne si trovano ancora oggi nelle finestre dell’Ala Vecchia.
Il giardino
I giardini di Palazzola, disegnati secondo la tradizionale arte italiana, sono un invito a rallentare: un luogo dove un minuto diventa volentieri un'ora. Passeggiate tra i vialetti ombreggiati, lasciatevi sorprendere dagli scorci sul Lago di Albano, o semplicemente portate con voi un libro e concedetevi una sosta all'aperto.
La piscina
Lunga 25 metri, la piscina di Palazzola conquista gli ospiti fin dal loro arrivo. Nelle giornate lente e assolate dell'estate, è il luogo ideale per prendere il sole o per concedersi una nuotata rigenerante. Da maggio ad ottobre, il bar a bordo piscina “La Dolce Vita” accompagna i pomeriggi più caldi con la sua atmosfera informale.
Tennis, pallavolo e giochi all'aperto
Sopra i giardini si trova il campo da tennis, recentemente ristrutturato, mentre un ampio prato adiacente offre spazio per ogni genere di gioco con la palla. Il campo da pallavolo, accanto alla piscina, completa le opportunità di svago a disposizione di tutti gli ospiti, grandi e piccoli.
Passeggiate nei dintorni
Il paesaggio intorno a Palazzola cambia ad ogni passo. Attraversando il bosco in direzione di Albano o di Castel Gandolfo — circa 45-60 minuti a piedi, quasi interamente lontano dal traffico — si scoprono panorami sempre nuovi sul lago. Albano offre negozi, bar, ATM, un ufficio postale e supermercati per ogni necessità. Chi desidera una camminata più lunga può percorrere il sentiero che costeggia interamente il Lago di Albano, raggiungibile attraversando il campo da tennis e il campo da giochi — e perché no, concedersi anche un momento a piedi nudi nelle sue fresche acque. A distanza moderata si trovano anche Rocca di Papa e Nemi, quest'ultima celebre per il suo lago e per le fragole alpine (fragoline di Nemi) che crescono lungo le sue rive.
La sala giochi
Nella Hume Room, biliardo e ping-pong animano soprattutto le giornate più fredde, insieme a una selezione di giochi da tavolo per momenti di svago in compagnia.